Perché Barcellona é la nuova Amsterdam?

Per quelli come te e me, che sono nati nel secolo scorso, Amsterdam é sempre stata la capitale mondiale della marijuana, mentre Barcellona non ci diceva proprio niente.

Nel film “Pulp Fiction”, il gangster Vincent Vega (John Travolta) torna da Amsterdam con una marea di storie incredibili sulla cittá.

Anche tu ci sarai giá stato almeno una volta. O per lo meno c’é stato un tuo amico.

E a “quello che andava ad Amsterdam” tutti chiedevano di “portar giú” una bustina di semi, un bong, oppure qualcosa di piú rischioso, dipo qualche grammo di hashish purissimo.

La convinzione che Amsterdam sia la capitale mondiale dell’erba é ancora forte nell’immaginario di tutti i fumatori.

Dai, dimmi che non é vero: se devi pensare alla “cittá della marijuana”, Amsterdam é la prima che fa capolino nella tua testa, battendo tutte le altre cittá del mondo.

Ma se ti dico che non é piú vero?

In Olanda, la marijuana é illegale! (non lo sapevi, vero?)

Nel 1995 Amsterdam era probabilmente nel suo momento di massimo splendore: con quasi 350 coffee shop aperti, accoglieva ogni anno milioni di turisti che si fumavano chili e chili di marijuana ogni giorno.

Da quell’anno, i politici iniziano a perdere la testa.

E la cittá inizia a perdere i pezzi.

Le cose non erano mai state molto semplici per i coffee shop, sin dalla liberalizzazione della vendita di cannabis, avvenuta nel 1976.

Infatti, sia nel 1976 sia oggi, é legale vendere e comprare erba al dettaglio nei coffee shop, ma é illegale produrla, trasportarla, importarla e venderla all’ingrosso.

Una contraddizione allucinante, pensaci.

Praticamente l’erba dovrebbe nascere magicamente dentro al coffee shop e finire direttamente nella tua canna. Ogni altra soluzione é illegale.

Per farti un’idea precisa della dimensione del problema, pensa ai numeri: in Italia abbiamo Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta che coltivano erba come se non ci fosse un domani.

Ma nel 2014 sono state sequestrate “solo” 120.000 piante di cannabis nel nostro paese.

In Olanda? Un milione e seicentomila piante di erba sequestrate nel 2014.

Praticamente, una pianta ogni 10 abitanti dell’Olanda.

Tutta erba che doveva andare a finire nei coffe shop, e che invece é stata sequestrata e distrutta dalla polizia.

Questo é conosciuto in Olanda come “il problema della porta di servizio”, perché in realtá l’erba é assolutamente illegale fino a quando non entra dalla porta di servizio del coffee shop, dove magicamente diventa legale da vendere al dettaglio.

Stanno chiudendo, uno dopo l’altro, tutti i coffee shop

Adesso prova ad immaginare: hai un bar in centro a Napoli. Ovviamente vendi caffé come se non ci fosse un domani.

Magari ti sei fatto anche un “nome” per il tuo buon caffé.

Ma una volta ogni due o tre settimane il tuo fornitore, che ti vende il caffé all’ingrosso, ti chiama e ti dice che gli hanno sequestrato l’ultima fornitorua di caffé, e che non puó fare la consegna.

Tu hai fuori dal bar i clienti che vogliono il caffé, e s’incazzano pure se non glie lo dai.

Immagina la pressione psicologica. Lo sconforto. La preoccupazione che proveresti.

Ecco, il gestore di un coffee shop olandese, é dal 1976 che ogni settimana lo chiama il suo fornitore e gli dice che non gli puó consegnare l’erba, perché glie l’hanno appena sequestrata….

É normale che, ad un certo punto, dopo anni e anni di problemi, getti la spugna, abbandoni il campo, tiri giú la serranda e mandi tutti affanculo.

E cosí hanno fatto in tanti.

Dal 1995 al 2014 hanno chiuso ad Amsterdam piú della metá dei coffee shop. Dai 350 che erano, ne sono rimasti 167.

E il numero é destinato a scendere.

Dopo quarant’anni di mercato libero, che ha portato all’Olanda miliardi di euro di turismo e una eliminazione quasi completa del traffico illegale di cannabis, i politici hanno deciso di cambiare rotta.

Nel 2012 hanno deciso di introdurre una cosa chiamata “wietpassen”, o “lasciapassare dell’erba”.

Per fortuna non ha mai funzionato, e ad oggi é utilizzata solo in pochissime cittá.

Ma se avesse funzionato, avrebbe consentito solo ai cittadini Olandesi di comprare erba nei coffee shop, escludendo i turisti.

Immagina il casino!

Ok, non ha funzionato, ma rimane un segnale politico molto forte.

Come se la classe politica stesse dicendo: “I coffee shop ci hanno rotto le palle, vanno chiusi, adesso vi mettiamo i bastoni tra le ruote”.

Per usare un’espressione cara ad un mio amico, ai politici olandesi “gli é scoppiata la merda nel cervello”.

E stanno vincendo loro la battaglia.

Se andiamo avanti cosí, entro il 2020 ad Amsterdam non ci sará piú neanche un coffee shop aperto.

Bye bye capitale mondiale della marijuana.

Anche i professionisti del settore abbandonano Amsterdam

Il problema é diventato ancora piú evidente al pubblico nel 2014.

Erano trent’anni che ad Amsterdam si celebrava la famosissima High Times Cannabis Cup.

Nel piccolo mondo dei fumatori, quella era LA cannabis cup.

Ma nel 2014 Polizia e Amministrazione pubblica hanno rotto talmente tanto i coglioni agli organizzatori dell’evento, che questi han deciso di andare altrove.

La rivista High Times, oggi, sponsorizza ben 6 cannabis cup.

Ma si é spostata in paesi piú accoglienti, dove la legislazione é chiara e meno bacchettona: 5 delle loro cannabis cup sono in USA ed una, ovviamente, é in Jamaica.

“Ma se i coffe shop chiudono e i professionisti se ne vanno da Amsterdam, qual’é la nuova capitale europea della marijuana??”

Guarda, fai due conti:

  • Una delle fiere piú grandi del mondo dedicate alla cannabis;
  • La cannabis cup piú importante d’Europa;
  • Piú di 200 Cannabis Social Club;
  • Il museo della Cannabis piú grande d’Europa (piú grande di Amsterdam!);
  • Una legislazione che ogni anno si fa piú chiara e meno restrittiva;
  • Milioni di turisti ogni anno;
  • Sole, mare, spiaggia;
  • Prezzi bassi, gente amichevole;
  • Cibo ottimo…

Dove puoi trovare tutto questo ben di Dio?

Ma a Barcellona, ovviamente!

Piú di Madrid, e sicuramente piú di ogni altra cittá spagnola, Barcellona ha visto crescere il turismo cannabico negli ultimi 16 anni.

Nel 2001 ha aperto il primo cannabis club della cittá, e da allora é stata una vera e proprio esplosione.

I cannabis social club, ufficialmente, sono associazioni senza scopo di lucro dove i soci possono ricevere e consumare marijuana, semplicemente facendo una donazione all’associazione.

Almeno cosí sono nati, ormai piú di quindici anni fa.

Barcellona
  Banner della guida gratuita ai 5 migliori cannabis social club spagnoli  

2010: l’invasione dei turisti cannabici a Barcellona: anarchia!

La questione del “senza scopo di lucro”, in realtá, é durata poco.

I cannabis social club, sopratutto a Barcellona (ma un po’ in tutta la Spagna) sono diventate delle vere e proprie aziende che trafficano marijuana legalmente, alla luce del sole, a beneficio di chiunque ne faccia richiesta.

E tutto questo, ovviamente, piace molto ai turisti.

Nel momento di massimo splendore, a Barcellona succedeva questo:

In cittá c’erano aperti quasi 400 cannabis club, alcuni con licenza, alcuni senza.

Alcuni erano proprio dei locali improvvisati che si approvvigionavano con un paio di chili di erba e di hashish, tiravano su la serranda, e spacciavano erba senza grossi problemi. Niente associazione, niente registrazione, niente di niente.

Sulla rambla, e nelle zone piú turistiche, era PIENO di gente che acchiappava i turisti e li trascinava dentro a qualsiasi club possibile (i famosi “promotori”).

La morale: droga libera per tutti!

 

E la polizia s’incazza

Purtroppo questa situazione non piaceva molto ai sindaci di Barcellona: l’ex sindaco Xavier Trias (che é stato ministro della salute per la Catalogna) e l’attuale sindaco Ada Colau.

“Va bene per i cannabis club in regola, ma adesso stiamo proprio esagerando”.

Fra il 2014 ed il 2016, ci sono andati giú con la mano pesante.

La polizia ha manganellato, chiuso e sequestrato la stragrande maggioranza dei cannabis club illegali.

I promotori sulla rambla e quelli sul web sono stati perseguiti.

Anche i cannabis club “in regola” hanno iniziato ad avere problemi.

E le cose per i turisti si sono fatte un po’ piú complicate.

 

Adesso, per entrare in un cannabis club, hai bisogno di un invito

Bisogna ammetterlo: entrare in un cannabis club, oggi, non é piú cosí facile come una volta.

Anche solo sei mesi fa, potevi entrare senza grossi problemi.

Adesso i cannabis club hanno paura.

Non vogliono problemi con la polizia, e quindi devono stare a regole molto molto rigide.

O hai un invito, oppure non entri.

Gli unici club che fanno delle eccezioni sono i “Club fetidi”, che pur di fare un po’ di cassa continuano ad accettare cani e porci all’entrata.

Non è una gran bella esperienza, entrare in un club fetido.

In realtá, il fatto che i club siano molto piú rigidi é un gran vantaggio: è tutto piú sicuro.

Sí, perché i cannabis club che rispettano tutte le regole del gioco possono rimanere aperti senza avere grossi problemi con la polizia, e sono tutti felici.

Ma per te, che adesso vuoi andare a Barcellona per visitare la nuova capitale europea della marijuana, se non conosci nessuno adesso é un po’ un casino.

Da una parte, i cannabis club della madonna non ti fanno entrare senza invito.

Dall’altra, quelli che ti fanno entrare sono solamente i club fetidi.

E in fin dei conti, come turista hai la vita difficile.

Proprio per questo ho deciso di parlarti di tutti i segreti dei cannabis club di Barcellona nel mio libro sul Turismo Cannabico (scarica subito un estratto gratuito del libro, cliccando qui).

A pagina 92, ti svelo anche lo sporco trucco per farti aprire la porta da qualsiasi cannabis club spagnolo, anche se non conosci nessuno, non parli spagnolo e vai in Spagna per la prima volta in vita tua.

 

Quindi se stai pensando di andare a Barcellona adesso o tra qualche mese, il mio consiglio é di accaparrarti subito la copia del tuo libro cliccando qui.

E se invece vuoi andare a Barcellona senza farti consigliare da un esperto, armati di pazienza perché non sará per niente facile.

Goditi la nuova capitale europea della marijuana, e hasta la vista!

 

PS: cosa ci riserva il futuro?

La situazione a Barcellona puó solo che migliorare.

Per ogni cannabis club che viene chiuso dalla polizia, ne aprono due nuovi.

La polizia e il sindaco non possono vincere questa battaglia.

Non ci sconfiggeranno!

Al parlamento catalano, é stata presentata da tempo una proposta di regolarizzazione della marijuana molto avanzata che, se adottata, potrebbe influenzare tutto il dibattito spagnolo a livello nazionale.

Insomma, la Spagna ha rubato all’Olanda il primato di riserva cannabica d’Europa, ed é ben determinata a tenersi questo primato per gli anni a venire.

Se anche tu vuoi essere al centro di questa rivoluzione cannabica, non devi fare altro che andare su BarcellonaMarijuana, e vedere se c’é ancora un pacchetto disponibile per te.

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