Le 10 cose da sapere sui Cannabis Social Club di Barcellona

Negli ultimi due anni sono cambiate moltissime cose nei Cannabis Social Club di Barcellona.

I cannabis club hanno sempre la polizia alle calcagna, e si devono adeguare per poter rimanere aperti senza problemi.

Ma la scelta di marijuana rimane immensa, e la quantitá di club forse giá superiore ai coffee shop di Amsterdam (o lo sará presto).

Se é la prima volta che ci vai, entrare nel tuo primo Cannabis Social Club a Barcellona sará un’esperienza incredibile.

Troverai una varietá di erba mai vista prima, estratti di marijuana di ogni tipo, muffin, torte e dolci, bong, chilum e dabber puliti e pronti per l’uso…

Peró ci sono almeno 10 cose che devi tenere bene in mente prima di partire per l’Amsterdam del sud.

Alcune di queste non le sa quasi nessuno.

E ignorarle potrebbe costarti caro.

1. Vocabolario e bon ton: l’erba a Barcellona non si “compra”, e nessuno la “vende”

“Ma come?”, ti starai chiedendo, “Ho amici che sono andati a Barcellona e nei club cannabici hanno comprato tutta la marijuana che volevano!”.

Sí, é vero, sostanzialmente tu dai dei soldi a qualcuno e in cambio ricevi marijuana. Ma la questione qui é di come ne parli.

I club sociali, infatti, si fondano sul concetto di coltivazione collettiva.

É assolutamente vietato comprare ed é assolutamente vietato vendere, perché i club sono associazioni senza scopo di lucro.

Tu fai una donazione all’associazione affinché possa coprire i costi di coltivazione e dello spazio associativo, e a cambio ricevi i tuoi grammi di erba, hashish o estratto.

Parlare di compravendita, sopratutto in certi clubs, é considerato scortese. É da ignoranti. Se ti scappa, facilmente ti correggeranno.

2. Non tutta la cannabis è prodotta dal club

Attenzione a questa.

Certi club non riescono a star dietro alla produzione. Potrebbe essere per una serie di motivi, ad esempio:

  • Hanno troppi membri, e tutti fumano piú di Bob Marley e Vasco Rossi messi assieme;
  • Non sono capaci di ottenere una resa molto alta, hanno poco spazio, e raccolgono solo pochi etti per pianta, quindi producono poco;
  • Il “corriere” che stava trasportando un carico di erba dalla piantagione al club é stato beccato dalla polizia;
  • Tutto ció di cui sopra;

In ogni caso, molti dei club finiscono per comprare l’erba da fonti esterne (il che è molto illegale, ma lo fanno quasi tutti).

Il problema é che non tutte queste fonti esterne coltivano marijuana di qualitá. E quindi tu finisci per fumarti il famoso copertone di Tarik, lo stesso che ci fumavamo a 14 anni, quando invece pensavi che in un Cannabis Social Club le cose sarebbero andate diversamente.

Tutto sta nel conoscere il club e selezionarlo.

Barcellona
  Banner della guida gratuita ai 5 migliori cannabis social club spagnoli  

3. I cannabis clubs non possono fare pubblicitá

Stai camminando per Las Ramblas, godendoti il casino di gente ed il sole in faccia, quando ti approccia un tizio che ti propone di entrare in un cannabis club lí vicino.

Capisce al volo che sei italiano e ti spara tutto quello che sa: “Amigo! Fumar canne! Maijuana, erba buona! Vieni amigo!”.

Ecco, NON ANDARE!

Nessun cannabis club serio utilizza promoter da strada.

Non ne hanno bisogno.

La cosa piú probabile, invece, é che quello é un truffatore di bassa lega che sta cercando di guadagnarsi la giornata.

Se lo segui, lui la giornata la guadagnerá sulla TUA pelle!

Ti porterá in un posto sporco, brutto, lurido, con erba di merda e prezzi esagerati.

Un tugurio improvvisato dove 4 poco di buono hanno allestito una trappola per te, il turista.

Stai all’occhio, non accettare mai gli inviti dei promoter da strada.

E siccome i Cannabis Club non possono fare pubblicitá, c’é anche un’altra conseguenza: da fuori non si vedono!

Potresti tranquillamente trovarti di fronte a un portone cosí:

 

Niente insegne, niente cartelli, niente poster, NIENTE!

Giusto un simbolo verde sopra la porta (ma non é che si capisca bene cosa sia), il numero civico ed un campanello.

Vai te a sapere se é il posto giusto.

Quindi é sempre una buona idea farti accompagnare da qualcuno che conosce il posto.

Se proprio non sei convinto che sia il posto giusto, puoi sempre stare appostato lí davanti, e guardare le facce della gente che entra e che esce.

Fra fumatori ci riconosciamo, no?

In alternativa scrivi o chiama prima il club, e fatti spiegare bene come raggiungerlo. Altrimenti rischi di non trovarlo!

4. A tutto c’é un limite, anche all’erba che puoi comprare

Eh giá, pensavi tu di poter arrivare e fumare come se non ci fosse un domani.

Ma ogni club stabilisce un limite giornaliero, settimanale e mensile di consumo per i soci.

Siccome non c’é una legge, ogni club fa un po’ come gli pare. E solitamente i limiti sono piú che ragionevoli (a memoria, siamo su una media di 50 grammi al mese).

Direi che, per la tua vacanza cannabica, é una quantitá di erba piú che sufficiente, no?

NON cercare di convincere la persona di turno al dispensario a venderti piú erba del dovuto.

Se proprio ne vuoi comprare di più, a quel punto esci, vai in un altro club, e comprane altra.

5. La maggior parte di club richiede una tessera annuale

Questo significa che, per poter entrare, devi pagare per il tesseramento.

I prezzi vanno dai 10€ ai 60€, dipende dal club.

Ormai sono pochissimi i club che regalano le tessere e che ti fanno accedere gratuitamente.

La tessera é un investimento che deve essere fatto.

Non cercare di risparmiare 20€ comprando erba in strada: sarebbe davvero una pessima scelta e ti farebbe perdere la parte migliore del tuo viaggio cannabico a Barcellona.

6. C’é un abisso tra un club ed un altro

Hai presente quando entri in un bar e non ti trovi a tuo agio?

Per te magari é troppo fighetto. O, al contrario, troppo sciallo.

Troppo piccolo, troppo grande, troppo nuovo, troppo vecchio?

Ognuno ha i suoi gusti, e le centinaia di migliaia di bar a questo mondo lo possono testimoniare: ognuno ha la sua clientela affezionata, a cui il bar piace proprio cosí com’é.

A Barcellona succede la stessa identica cosa con i Cannabis Social Club.

Ce ne sono talmente tanti, cosí diversi uno dall’altro, che trovare quello giusto a volte é difficile.

Andiamo dallo spazio post industriale dell’HQ Club, al design postmoderno di Choko, all’atmosfera molto piú intima di Strainhunters, al piú casereccio Greenardó.

Nel mio libro sul Turismo Cannabico c’é un intero capitolo dedicato ai cannabis club di Barcellona. Qui, ho classificato i club della città in 3 diverse categorie:

  • Club inarrivabili
  • Club luridi
  • Club della madonna

Inutile dire che tu devi andare nei club che appartengono all’ultima categoria!

Se vuoi maggiori informazioni, scarica gratuitamente un estratto della guida definitiva al Turismo Cannabico, cliccando qui.

 

7. Fumare in giro NON è legale

Spiacente di deluderti, ma non puoi fumarti una canna in qualsiasi posto della cittá.

Intendiamoci: sia io che te, in Italia, abbiamo fumato piú o meno in ogni dove.

Ma con una certa discrezione.

Non ti accenderesti mai una canna in piazza Duomo a Milano la domenica pomeriggio, mentre fai la coda per entrare a vedere la cattedrale, con la polizia antiterrosismo schierata a 10 metri da te.

Peró nella stessa piazza Duomo, la sera del concerto di capodanno, nonostante sia comunque strapieno di sbirri, nessuno si fa problemi ad accenderne una…. e poi un’altra (e poi un’altra ancora!).

Anche a Barcellona dovrai stare un po’ all’occhio, tutto qui.

Consumare cannabis é consentito in qualsiasi luogo privato (casa, cannabis social club, stanza d’albergo quando non c’é il divieto di fumo ecc.).

Ma se sei in giro fai attenzione e, come dicono qui, cerca di agarrar la honda (piú o meno, “capire che aria tira”).

Dal 2015, quando il governo Rajoy ha cambiato la legge, la multa che ti puó arrivare per il consumo o il semplice possesso di marijuana in pubblico va dai 601 € ai 10.400 €.

Attenzione: qualche idiota scrive ancora sul web che, se ti metti l’erba nelle mutande, nessuno puó perquisirti lí, senza un permesso firmato del giudice. ANCHE quella legge é cambiata. I poliziotti possono eseguire la perquisizione senza problemi.

Ma tranquillo, se non stai esagerando tu, nessuno ti romperá i coglioni.

Del resto, ricorda che farsi beccare dagli sbirri a fumare in pubblico é uno degli errori che puoi evitare se segui i 7 passi segreti per pianificare la tua vacanza cannabica della madonna.

7 passi ora libro
  Libro: Il Turismo Cannabico - La guida Definitiva  

8. Ogni club fa (e disfa) le proprie regole

Come ogni associazione spagnola, anche un Cannabis Club puó decidere di stabilire certe regole interne.

Nessuna regola puó essere discriminatoria (tipo “Vietato l’accesso a negri e rumeni”), ma l’assemblea dell’associazione puó stabilire che, ad esempio, possono diventare soci:

  • Solo i residenti in possesso di codice fiscale spagnolo (il famoso NIE);
  • Solo i maggiori di X anni (18 e 21 anni sono i due limiti piú ricorrenti);
  • Solo chi puó fornire un indirizzo in Spagna (a volte va bene quello dell’ostello, a volte no);
  • Solo quelli che vengono introdotti da un altro membro che garantisce per loro;

In generale, la maggior parte dei club, almeno fino ad oggi, sono abbastanza tolleranti per le nuove iscrizioni. Basta contattarli PRIMA della partenza per essere ammessi senza troppo problemi.

Peró attenzione: altre condizioni che il club puó imporre liberamente sono ad esempio:

  • limitazioni alla quantitá di marijuana acquistabile mensilmente (vedi punto 4);
  • costo e durata della tessera (vedi punto 5);
  • sconti speciali per soci con una patologia medica, e condizioni per l’accesso a questi sconti (ad esempio il club Greenardó propone sconti del 40% a tutti i pazienti “certificati” dal personale medico che collabora con loro);
  • Divieto di acquisto di cannabis per scopi ricreativi, quindi per aderire devi avere qualche certificato medico;
  • Obbligo di certificare il tuo indirizzo al momento della registrazione come socio, ad esempio con una bolletta (telefono, luce, gas), con un estratto conto della banca o altri documenti simili;

E tu non puoi farci nulla.

Quindi chiedi sempre al club quali sono le condizioni prima di aderire pagando la tessera, per evitare brutte sorprese.

9. I cannabis club di Barcellona sono circoli privati, non pubblici

Magari in Italia conosci i Circoli Arci: nei club funziona uguale.

Fondamentalmente, non puoi accedere senza tessera, senza registrazione, senza lasciare i tuoi dati.

All’entrata, se é la prima volta, ti chiedono il documento.

A volte te ne chiedono due (tipo carta d’identitá E patente).

Alcuni ti scatteranno una fotografia, per mantenerla nel loro database.

Una volta fatta la tessera, se diventi una “faccia conosciuta”, passi dalla reception senza problemi senza dover mostrare la tessera ogni volta.

Se invece non ti conoscono, quando arrivi devi mostrare la tua tessera socio insieme al documento di identitá.

Quindi la tessera cerca di non perderla e portatela sempre dietro, se vuoi fare una visita al club.

Un Cannabis Club NON é un coffee shop.

Non puó entrare chiunque in maniera indiscriminata, e soprattutto possono comprare erba solamente i soci.

10. É meglio avvisare che stai arrivando

Per evitare brutte sorprese, tra le quali:

  • Scoprire che non accettano turisti;
  • Essere lasciati fuori perché nessuno ti conosce e non hai un altro membro che garantisce per te;
  • Non risucire a trovare il club perché non ci sono insegne o indicazioni per strada;

É sempre meglio contattare il club prima di arrivare.

Se adesso vuoi partire per Barcellona ma vuoi approfondire un po’ la questione prima di metterti in viaggio, non ti resta altro che leggere il mio controverso nuovo libro: “Il Turismo Cannabico, la guida definitiva”, con un intero capitolo dedicato ai cannabis social club spagnoli, ed un approfondimento proprio su Barcellona.

Scarica subito un estratto gratuito del libro, cliccando qui.

Lascia un commento